La proposta tedesca: 10 euro al mese per la pensione dei bambini

Negli ultimi mesi ha fatto discutere l’idea del governo tedesco: dal 2026 ogni bambino, dai 6 ai 18 anni, riceverà 10 euro al mese destinati alla previdenza, da investire fino al compimento dei 67 anni.

Molti hanno subito liquidato la misura come inutile: in dodici anni si arriverebbe ad appena 1.440 euro, una somma minima e facilmente erosa dall’inflazione. Ma il vero valore della proposta non sta tanto nella cifra in sé, quanto nei due principi che porta con sé.

Il primo è la forza del tempo.
Se quei 10 euro vengono investiti, la differenza è enorme. Con un rendimento del 3% annuo si superano i 7.000 euro; al 6% diventano quasi 40.000; replicando le performance storiche del mercato azionario globale (9,1% negli ultimi 15 anni) si sfiorano i 200.000 euro. È la dimostrazione di quanto il tempo, unito alla capitalizzazione composta, possa trasformare anche piccole somme.

Il secondo è la forza del gesto.
Aprire una posizione previdenziale già da bambini significa educare a una cultura del risparmio e della previdenza. La consapevolezza arriva spesso troppo tardi, quando servono versamenti ingenti per costruire un capitale adeguato. Iniziare presto, invece, permette di valorizzare anche piccoli contributi.

In questo senso, la proposta tedesca è soprattutto un segnale culturale: ricordare che il futuro previdenziale dipende dalle scelte individuali, e che il tempo è l’alleato più potente. Un’idea che avrebbe senso anche in Italia, dove il sistema retributivo è insostenibile e i giovani rischiano di pagare il conto.

Perché anche 10 euro al mese, se investiti con costanza e lungimiranza, possono fare una grande differenza.